In questo incontro, due ricercatrici dell’IIT racconteranno come i microrganismi vengano impiegati per ridurre l’inquinamento causato dalle attività umane. Batteri e microalghe, infatti, sono in grado di trasformare ciò che per noi è tossico in qualcosa di utile: studiarli e collaborare con loro significa imparare a fare lo stesso, senza ricorrere a sostanze o processi dannosi per l’ambiente. Le biotecnologie verdi permettono così di tutelare gli ecosistemi, recuperare materiali preziosi e trasformare gli scarti in risorse. A partire da esempi concreti sviluppati proprio sul territorio piemontese, si esplorerà un approccio di ricerca innovativo, capace di coniugare efficienza, sostenibilità ed evoluzione tecnologica. Ci sarà anche spazio per riflettere sulle prospettive future di uno dei settori più promettenti della scienza applicata.
Valeria Agostino, ricercatrice IIT, coordina il progetto europeo GoodByO, che coinvolge partner in Olanda, Austria, Grecia e Repubblica Ceca. L’obiettivo è sviluppare una bioraffineria di nuova generazione capace di trasformare CO₂, acque reflue e scarti agroalimentari in prodotti sostenibili grazie all’azione dei microrganismi. Il progetto ha già attirato l’attenzione di media come TG Leonardo, Radio24 e Ansa
Annalisa Abdel Azim, ricercatrice del Politecnico di Torino affiliata a IIT, guida mobi – Microbial Ore Bioleaching, progetto nato all’interno di un dottorato e oggi parte del programma Technologies for Sustainability Flagship dell’IIT. mobi studia microrganismi in grado di recuperare metalli critici dai rifiuti elettronici — come vecchi smartphone — utilizzando scarti alimentari industriali come substrato, in alternativa ai tradizionali processi chimici. Il progetto ha vinto il Premio Atlante del Circolo dei Lettori lo scorso 22 aprile.







































